MESTIERI

 

 

Un sasso saltando leggero sul mondo, si abissa sprofonda finisce sul fondo,

sembra che sia un destino comune affondare dopo un gran girotondo

 

Mestieri13dicN

 

 

 

 

LA NOTTOLA
violino: Kamila Kostur

IL PIANOSCENICO, MANGIAFOCO
violino: Kamila Kostur
batteria: Valerio Toninel
contrabbasso:  Alberto Biasin

testi, musica, arrangiamenti, piano e voce:  Maurizio Ponziani

 

 

 

LA NOTTOLA
la vetrina

 

 

In una notte chiara e piena di una luna
nella vegetazione fra pali della luce
inizia la trasformazione l’animale entra in azione
peli zampe orecchie e coda sensi all’erta occhio alla preda
Figura minacciosa poco rassicurante
si apposta nell’attesa vicino a un ristorante
colori d’alba fanno male il diurno che sa di normale
è giungla e si risveglia a tempo il baraccone è in movimento

Sono la Nottola lavoro spicciolo
sembro una trottola per strada srotolo
mi muovo rapida nel centro storico
per quelle strade della stazione

Ogni buco dove entro è una tana nel cemento
svolgo lì il mio mestiere come vento fra lamiere
nello spazio di secondi appena il tempo di uno sguardo
appiccico uno dei miei figli mollo lì senza riguardo
Dal chioschetto arriva musica del sud
bottigliette merendine uva passa e madonnine
assomiglia ad un cassetto incasinato
senza un posto nell’armadio palazzoso

Sono la Nottola lavoro spicciolo
sembro una trottola per strada srotolo
mi aggiro rapida in solitudine
in questi termini è un’abitudine

Poi riparto il tour è lungo nel girone mi sprofondo
odor di fritto nei locali l’arrabatto di stranieri
impiegati inamidati buste e ombre di barboni
gruppi di universitari vecchi gobbi catarrosi
nell’insetto andirivieni schivo macchine mortali
scanso aggiro in quantità escrementi pubblicità

Di fronte a una vetrina rifletto in sordina
figuro ancor notturno in mezzo al caos del giorno
mi decido ora li sveglio voglio la mia compagnia
chiamo il lupo spelacchiato e poi il gufo un po’ assonnato
sanguinari pipistrelli gatti atleti talpe e grilli
annuncio alto ai miei compagni
Io me ne vado via di qua
e appena cala il buio tutti insieme allegramente
ce ne andiamo al cinemà

 

 

BABBO NATALE
tropicale

 

 

Arriva dall’oceano qui per noi
ballando su una tavola da surf
cavalcando un’onda già ben collaudata
lo porta il vento di una festa colorata

Sgommando sulla sabbia divertito
ormeggia senza renne ed abbronzato
è pronto in questo clima da alluvione
a regalarci un momento di illusione

E’ una storia fra le altre
si posson miscelare ad arte
le ombre nella notte delle streghe
con le luci natalizie artificiose
ma poi che importa fa lo stesso ci giochiamo
mangiate e gran bevute ci facciamo

Vai chegando papai Noel aqui para gente
vai sambando sobre o cenario de um surf
na riqueza e na pobreza do verào
para levar aquele instante de ilusào

Um sonho de grande participacào
parece de verdade uma missào
a vida volta sempre uma festa entào

Vai è a vida agora vai nesta vida doida
vai è a vida agora vai nesta vida escura
Spero me lo perdonerai se non ti ho creduto mai
vai è la vita adesso e sai forse è già un successo

Traduzione dal portoghese

Arriva babbo Natale qui per noi sambando sopra lo scenario di un surf
nella ricchezza e nella povertà dell’estate per portare quell’istante di illusione
Un sogno di grande partecipazione sembra veramente una missione
la vita ritorna sempre una festa e allora
Vai è la vita adesso vai in questa vita stupida
vai è la vita adesso vai in questa vita scura

 

 

 

IL MAGO
terra di vulcani

Una limpida nottata di natura e di gran bere
rallegrandoci la vita ci invitava a stare insieme
intorno al fuoco musicale si cantava
fra le corde un amore si accendeva
Una nuvola di inchiostro a dipingere parole
mentre ombre indipendenti ballavano abbracciate
il sistema circolare prometteva
un giro appassionato intorno al sole

Aria di buona stagione ed ecco che spunta la nostra stella
e l’acqua argentata brillò
sorge ed è anche bella e il lago toccato giocò
con l’estate e la sete
i raggi fra i piedi le mani la testa
riflessi sognanti di festa

Su di un isola di gomma scivolando fra i natanti
di sorrisi di risate siam tutti insieme amici amanti
il delfino in bombetta spicca il volo
mentre lei già tutta rossa prende fuoco
Un dolce sapore gustoso contento
di zucchero azzurro soffiato dal vento
ci porta a braccetto sull’arcobaleno
un gabbiano purpureo si avvicina curioso
la curva dell’ala un arco nel cielo

Aria di buona stagione e allora brucia la nostra stella
e il vortice di colori ci ubriacò
alta ed anche bella sulle colline sui nostri umori e giocò
con l’estate e la sete
una collana di verde fra i piedi e la testa
riflessi sognanti di festa

Nella piccola tenda il mago del lago
organizza visioni miraggi illusioni
in questa terra di vulcani ormai spenti
si ingegna indaffarato nel passo serale
per un ultimo effetto speciale
Spunta la vecchia luna e l’acqua d’argento brillò
risorge la nostra stella e il lago toccato giocò
con l’estate e la sete
insieme si affacciano da una finestra
riflessi sognanti in festa

Un sasso saltando leggero sul mondo
si abissa sprofonda finisce sul fondo
sembra che sia un destino comune
affondare dopo un gran girotondo si ma
oggi è una limpida giornata
In questo passaggio di tempo normale
qui in fondo non va cosi male si ma
questa è un’altra storia da sognare

 

 

 

Il PIANOSCENICO
gli artisti

 

Gli artisti e i loro trucchi si preparano
fuoriescon dal cilindro e già giocano
sparpagliati ecco qua gli oggetti in scena
il tendone si alza e avvolge tutti quanti in un abbraccio
oggi abbiamo un nuovo attore sonoro canta ride

Il Pianoscenico volteggia magico
è un palco mobile
incanta è musica che recita per noi

Gli artisti i loro numeri esibiscono
di pagliacci e di pupazzi è lo spettacolo
le luci piroettano nel circo
il tendone avvolge tutti in un abbraccio di illusione
e il nostro nuovo attore non smette di girare

Il Pianoscenico volteggia magico
è un palco mobile
incanta è musica che recita per noi
Il Pianoscenico volteggia magico
è un palco mobile
incanta è musica che recita

Il palcoscenico è un piano magico
volteggia e recita
la giostra è un vortice di musica musica
incanta suona gira danza e ride ride qui per noi

 

 

 

MANGIAFOCO
il burattinaio

 

 

Il mio nome è Mangiafoco col carrozzone in ogni loco
fo spettacolo per tutti burattinaio per passione
per dovere e vocazione
In apparenza son cattivo burberaccio e minaccioso
ma poi in fondo sono buono si basta poco e mi commuovo
uno starnuto e son buon omo

Son girovago barbuto viaggio il mondo e lo saluto
la girandola la giostra giù in strada o alla finestra
io vendo a tutti quanti una gran festa

Mando avanti la baracca i miei attori son di legno
a far brillare lo zecchino col loro fare burattino
son Pulcinella Pinocchio ed Arlecchino

Pulcinella in bianco e nero ecco sapete è assai burlone
ma attenzione attenzione c’è il gendarme ed il bastone
per chi fa irriverenza al gran signore
Pinocchio monello burattino vuol diventare un buon bambino
nel gran teatro della vita mantener promesse è dura
Pinocchio è sempre pronto all’avventura

I burattini si son cosa viva della commedia poi ne fanno un’arte

Arlecchino colorato e colorito è il suo parlare
recitare è un bel giocare gioie e dolori raccontare
le maschere son qui per divertire

I burattini si son cosa viva della commedia poi ne fanno un’arte
ed io io ne son padrone mi ci guadagno la pagnotta
si questo mondo è una gran lotta io son burattinaio in ogni loco
il mio nome è Mangiafoco

 

 

 

 

FUGA SGANGHERATA
l’evaso

 

 

Nella danza complicata degli oggetti
fornace di privilegi e di difetti
nell’andamento delle cose e dei fatti
c’è chi si stanca qualcun’altro vende letti

La paga la casa la luna nel fosso
tirare a campare combinazioni di successo
il vortice degli interessi scatena retaggi di conflitti
mentre filtra poca luce in un seminterrato
qualora io mi sento
indifeso estraniato minacciato abbattuto salvato
dalla fuga sgangherata tunnel risalita
quando sei partita in questa incerta vita

Nel gran giogo smisurato del possesso
fulcro di egoismi fino all’osso
nel balletto del rifiuto e del concesso
c’è chi fa il furbo qualcun’ altro è fatto fesso

Il muschio l’invischio domande nel teschio
campare alla giornata il piacere è sempre a rischio
il tumulto degli amplessi scatena un concerto di complessi
mentre passa poca aria in un seminterrato
qualora io mi sento
derubato estenuato sventato abbrutito salvato
con la fuga incasinata ed anche un po’ suonata
quando sei arrivata in questa stramba vita

Sotto un cielo spillato di stelle
ci tuffiamo e confondiamo in uno specchio di vapori
un soffio di ebbrezza accarezza la pelle
ci guardiamo sospesi uniti da baci sotterranei
è così semplice naturale ma non è facile
anzi è difficile restar sereni
aspettando i colori dell’aurora
qui fra i tornanti di un’autostrada
Con il cuore su in soffitta con l’anima in cantina
mi porto dentro e appresso questa fuga ed io mi lancio
in odore di stupore nell’arte della traversata con furore

Nella lotta quotidiana con il caso
giochi in casa o tiri fuori il naso
e poi la sfida del cercare qualcos’altro
c’è chi rinuncia qualcun’altro
fuga sgangherata persa ritrovata
quando ti ho incontrata in questa lunga vita
fugace a volte va cantando e sai mi piace

QUADRATINOnero

 

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foto Lorenzo Stanzani

 

 

 

 

 

 

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